Cappotto termico

Cappotto termico per una casa più protetta dal caldo e dal freddo

In inverno tocchi una parete ed è sempre fredda? In estate alcune stanze diventano difficili da mantenere fresche? Una parte del problema può dipendere da come l’edificio è isolato e da quanto calore passa attraverso il suo involucro.

Il cappotto termico interviene proprio qui: aggiunge uno strato isolante alle pareti per limitare lo scambio di calore tra interno ed esterno. In inverno contribuisce a contenere le dispersioni, mentre durante i mesi più caldi aiuta a ridurre il calore che attraversa le pareti.

Quanto cambia concretamente il comfort, però, dipende dalla casa: struttura, pareti, esposizione e isolamento già presente rendono ogni edificio un caso diverso. Ed è per questo che parlare subito di “quale pannello mettere” può essere prematuro; prima dobbiamo capire dove e come intervenire con un isolamento.

E se non sai nulla di pannelli, spessori o materiali isolanti? Non devi saperlo. Puoi arrivare da noi semplicemente dicendo: “Vorrei isolare meglio questa casa”. Noi di DEA possiamo partire da lì, confrontarci con ciò che troviamo e, quando servono verifiche o progettazione specifica, coinvolgere i professionisti necessari per definire la realizzazione dell’intervento.

Hai una villetta, un appartamento o un condominio a Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma o nelle zone circostanti e ti stai chiedendo se il cappotto possa fare al caso tuo? Contattaci, capiamo insieme che tipo di intervento programmare.

Meglio il cappotto interno o quello esterno? Non esiste una risposta uguale per tutte le case

Quando si pensa al cappotto viene spontaneo immaginare i pannelli applicati sulla facciata. Il cappotto termico esterno è infatti una delle soluzioni più utilizzate, ma non è l’unica possibilità. In alcuni edifici può essere necessario o più opportuno valutare un isolamento dall’interno.

Quando può avere senso l’uno e quando l’altro?

  • Cappotto termico esterno: viene generalmente preferito quando è possibile intervenire sull’intera facciata e quando non si vuole ridurre lo spazio interno delle stanze. È una soluzione particolarmente adatta, per esempio, quando il lavoro interessa un’intera villetta o un condominio.
  • Cappotto termico interno: può essere preso in considerazione quando non è possibile o non si vuole intervenire sulla facciata, per esempio per vincoli sull’esterno dell’edificio, difficoltà condominiali o quando l’intervento riguarda soltanto determinate unità o pareti. In questo caso l’isolante viene applicato all’interno, ma occupa una parte dello spazio disponibile e richiede particolare attenzione alla gestione di ponti termici, umidità e possibile condensa.

 

Quale materiale isolante usare?

EPS, lana minerale o un altro isolante? Non esiste un materiale migliore in assoluto: la scelta dipende dalle caratteristiche dell’edificio e dal risultato che il cappotto deve raggiungere.

Tra le soluzioni utilizzate per i cappotti troviamo, per esempio:

  • EPS (polistirene espanso): è molto diffuso nei sistemi a cappotto e permette di ottenere un buon isolamento termico con spessori definiti in base al progetto;
  • lana minerale: oltre all’isolamento termico offre caratteristiche specifiche anche dal punto di vista acustico e della reazione al fuoco;
  • altri materiali isolanti: possono essere previsti quando l’edificio, il progetto o determinate parti della facciata richiedono caratteristiche differenti.

Ma scegliere il pannello è solo una parte del lavoro. Bisogna stabilire anche lo spessore necessario e considerare come l’isolamento si comporterà nei diversi punti dell’edificio. Una soluzione adatta a una villetta, quindi, non è automaticamente quella giusta per un condominio o per un intervento realizzato dall’interno.

Quando per scegliere correttamente il sistema servono calcoli energetici, verifiche su condensa e ponti termici o una progettazione specifica, ci confrontiamo con il tecnico incaricato. A noi di Consorzio DEA spetta poi realizzare in cantiere il cappotto previsto dal progetto, rispettando materiali, spessori e indicazioni definite per quell’edificio.

Cosa succede intorno a finestre, davanzali e balconi?

Un cappotto non incontra soltanto pareti libere. Lungo una facciata ci sono finestre, davanzali, balconi, spigoli, zoccolature e pluviali che interrompono la superficie e devono essere raccordati con l’isolamento.

Quando arriviamo, per esempio, a una finestra, non ci fermiamo con il pannello prima del vano per poi ripartire dall’altra parte. Il cappotto deve raccordarsi con imbotti e davanzali secondo il dettaglio previsto per quell’edificio.

Lo stesso principio vale vicino ai balconi e negli altri punti in cui l’isolamento incontra una parte diversa della costruzione.

Sono passaggi importanti perché lasciare zone non correttamente isolate può creare discontinuità e ponti termici. Per questo seguiamo il dettaglio costruttivo previsto dal progetto e adattiamo la posa alla geometria reale della facciata.

In pratica, non rivestiamo soltanto i metri quadrati più semplici della parete: realizziamo il cappotto anche nei raccordi che permettono all’isolamento di mantenere la continuità prevista intorno agli elementi dell’edificio.

Hai ancora dubbi sul cappotto termico? Contattaci ai nostri recapiti, ti aiutiamo a capire cosa fa al caso tuo, offrendoti sopralluoghi gratuiti nelle zone di Modena, Bologna, Reggio Emilia, Parma e nelle aree limitrofe.

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